In più di un occasione, mi è capitato di notare che alcuni clienti e addirittura funzionari pubblici si approcciassero a me in un modo diverso dal solito, più accondiscendenti, più disponibili, più “piaccioni” ( tipo lo faccio io per lei, ma non si preoccupi, ma com’è bello aiutarla etc etc).

Subito non ci ho fatto caso poi, la cosa, ripetuta in così poco tempo, mi ha fatto ricordare molti episodi che mi sono capitati allenando e che riguardavano il comportamento di alcuni ragazzi, in particolare due adolescenti, Gianluca e Claudio.

In gruppo ed in mia presenza, anche senza essere interpellati alzavano sempre la mano, si muovevano per primi, si mettevano sempre in testa alla fila senza averne le qualità , mentre con me distante menavano e facevano i prepotenti per arrivare primi e conquistarsi la mia stima e quindi un posto in squadra, oppure dicevano bugie per dimostrarsi più abili ai miei ed agli altrui occhi (genitori in tribuna).

E mi ponevo la seguente domanda:

Come mai Gianluca e Claudio si comportano così stupidamente?

Perché si comportano così? Ma i perché tante volte non aiutano.

Ora la domanda sorge spontanea, cosa hanno in comune gli esempi dei ragazzi con quello degli adulti?

Parliamo di bisogni psicologici e quelli fondamentali sono 6.

Certezza, Varietà, Amore/unione, Importanza, Crescita personale, Contribuzione.

Non c’è una scaletta o un bisogno più importante e non ce n’è uno giusto o uno sbagliato. Nel mio caso mi concentro sul Bisogno di Importanza perché è quello più subdolo, che basterebbe riconoscerlo per risolvere più del 50% dei conflitti, soprattutto in ambito sportivo.

Questo bisogno, nei gruppi, a scuola e nelle squadre, è spesso alla base dei comportamenti di ragazzi che fanno casino, disturbano e se ne fregano anche se sgridati o puniti ( a nulla valgono la nota a scuola, i famosi 3 giri di campo, per non parlare di quante play station sono state tolte), così come l’arroganza dei funzionari pubblici, o come gli amici che hanno sempre un consiglio per te anche se non glielo chiedi , oppure i post su qualunque argomento ad ogni ora e con mille “mi piace” come se, al raggiungimento di un numero elevato di mi piace, ci fosse un premio.

Quando analizziamo questi fatti abbiamo la tendenza a condannare sempre il ragazzo criticando duramente il suo comportamento (come se fosse un “cattivo”). Invece se ci poniamo la seguente domanda, Che bisogno hanno Claudio e Gianluca di comportarsi così?, ecco allora che scopriamo che il comportamento (la maggior parte delle volte ) è influenzato dall’ambiente e nel mio precedente post l’avevamo già capito da “Filippo”.

Qui invece il legame è che Gianluca e Claudio hanno uno squilibrio nel loro bisogno di importanza e per soddisfarlo seguono una strada non ecologica che non è buona nè per loro nè per il gruppo. Per capire quest’ultima cosa sappiamo da Maslow prima e da Antony Robbins poi, che in una percentuale molto alta, il bisogno di importanza le persone lo soddisfano con l’aiuto smodato o con l’ira e la violenza. Pensate in altri ambiti anche ai bambini quando non prestano i loro giochi, una persona che parla troppo e forse perché no anche il tradimento continuo di una persona.

Prima ho detto che se riconosciuto vengono risolti il 50 % dei conflitti perché la maggior parte delle persone (genitori, maestri, allenatori, etc) non riconoscendo questo bisogno, sgridano il ragazzo (che ovviamente si sente importante e quindi continua a usare questa strategia). Lo stesso dicasi per il funzionario che tratta male l’imprenditore perché pensa così di essere visto bene dal capoufficio e quindi attua quel comportamento vessatorio.

Se vi trovate in alcune di queste situazioni ecco allora che potete adottare queste azioni, valide soprattutto con gli atleti ma, se contestualizzate, anche negli altri rapporti:

  • Poniti la domanda: ci tengo a questi a ragazzi?, voglio avere un buon rapporto ed una relazione sana con loro?;

  • guarda le persone dal loro punto di vista e chiediti quali alternative ci possono essere

  • non arrabbiarti e non urlare ma, concentrati sulla soluzione del problema;

  • fagli capire che stavano facendo scelte limitanti o addirittura dannose per loro e per il gruppo;

  • fagli capire che gli vuoi bene e che li capisci; a quel punto li puoi guidare verso un comportamento più utile per loro e per il gruppo;

Ovviamente non sono regole assolute ma imparare a riconoscere il bisogno di importanza e ad indagare sullo stesso ti permette di conoscere l’ambiente influenzato ( e per ambiente sappiamo che riguarda gli amici, i genitori, la squadra stessa, i nonni, la fidanzatina etc) informazione utilissima per guidare la persona alla soluzione.

Quando questo si verificherà, lo stesso comportamento influenzerà anche la ricerca di competenze o capacità da parte di quella persona, ma questo farà parte del mio prossimo post.

Per ora allenatevi, allenatevi, allenatevi, a riconoscerlo e affrontarlo.