Mi ritrovo a scrivere questo articolo dopo una settimana passata a far ritrovare la strada maestra ad una mamma, di un quattordicenne, che per diventare autonomo e indipendente (è il periodo dell’innamoramento, delle scoperte e delle decisioni) mette in discussione qualunque regola gli venga imposta dal genitore.

La stessa a sua volta (è sola) non avendo strumenti sufficienti, viste le continue richieste del figlio non capisce e aumenta le punizioni e le regole, con il risultato che il figlio si allontana sempre di più.
Essere genitori è il compito più difficile, complesso, impegnativo e stressante che ci sia soprattutto perché non ci viene consegnato il libretto di istruzioni. Alcuni ricalcano quanto visto fare dai propri genitori, altri guardano i genitori dei compagni di classe del proprio figlio cercando di copiare il metodo educativo, altri vanno a caso etc etc , ma non c’è un modo giusto o sbagliato di fare.

 

Io ho imparato nell’allenare “il giocatore interiore” (The Inner Player si in questo caso è il genitore interiore) di ognuno di noi, che è importante più come noi siamo rispetto a quello che facciamo e se capiamo questa cosa, è molto probabile che ci metteremo in discussione facendoci crescere e comprendere qual’è la strada migliore da intraprendere nell’educazione dei nostri figli.
Il chiedersi “Come posso fare a dare un’educazione autentica a mio figlio oltre a quello che sto già facendo?” e rispondere alle domande di questo tipo fa mettere in atto un processo che porta il genitore ad informarsi su come è suo figlio, come prende le decisioni, quali sono i suoi bisogni e tante altre cose necessarie a comunicare efficacemente con il ragazzo. Magari anche intraprendere un percorso di crescita personalizzato qualora ve ne fosse bisogno.


E’ il caso del ragazzo di cui sopra la cui mamma si è resa conto che poteva chiedere aiuto. Poco importa se lo ha chiesto con la scusa del figlio che vuole che cresca senza ansia, senza paure e autonomamente. Era una chiara richiesta della mamma che aveva smarrito la sicurezza di essere mamma e di essere un buon genitore. Ha quindi capito che i ragazzi in questa fase sono attirati da tutto ciò che è esterno alla famiglia (vedi allenatore, fidanzatina, genitori altrui, quello che fanno gli amici e le loro famiglie) e per i genitori è difficile rimanere fermi sulle proprie idee educative con regole ferree e valori autentici e contemporaneamente morbidi al bisogno di affetto o di fronte alle continue richieste di aiuto da parte dei figli, che hanno la reale necessità di costruirsi la propria identità personale.

Ha intrapreso un percorso importante per la vita di suo figlio che svolge un percorso di crescita , ma anche per se stessa visto che con l’occasione ha imparando ad intervenire direttamente sui suoi pensieri.

Ad una mia richiesta per messaggio “ Lei come si sente? “ la risposta è stata “un po’ più tranquilla. Grazie”.

Come potete immaginare non ci sono regole, anche se io ho provato sulla mia esperienza che ogni volta che ho scelto di essere gentile anziché scontroso, di capire il punto di vista dei miei figli anziché giudicare, di accettare le richieste dei miei figli dopo una mia apertura anziché rifiutare a priori “perché si fa così”, loro ne hanno tratto beneficio crescendo e maturando ed io ne ho beneficiato in austima.

Provate, datemi feedback e se vi è piaciuto condividete.

Contattami

512_inner

CONTATTI

Roberto Castagna

Via Sacchi 2/12A  – 16131 GENOVA  

tel. 010.5220953

[email protected]

www.robertocastagna.it