CALIBRATE GENTE, CALIBRATE!

Negli anni ottanta lo spot pubblicitario di Renzo Arbore, ha spopolato nel pubblico, diventando un’esortazione guidata a fidarsi della birra (meditate gente, meditate) .

Io sfrutto lo stesso messaggio per esortarvi a fidarvi che la CALIBRAZIONE, in comunicazione e nelle relazioni, è il primo di una serie di elementi che fanno la differenza nell’ottenere o meno risultati. Gli altri elementi li vedremo in altri post.

Vediamo il perché.

Intanto CALIBRARE vuol dire prendere informazioni, soppesare, individuare le caratteristiche predominanti, capire, prendere le misure, cogliere i particolari che fanno la differenza.

COME si calibra?
Ascoltando in silenzio come parla la persona, che vocaboli usa e che predicati verbali utilizza più frequentemente, notando segnali più o meno evidenti che l’interlocutore rilascia inconsciamente.

A COSA SERVE?
A entrare più velocemente in sintonia ed in rapporto con la persona, a raccogliere più indizi possibili affinchè , “diventando detective della Comunicazione”, come dice il mio Unconventional Coach Andrea Favaretto, hai già svolto l’80% del lavoro.

Vi faccio degli ESEMPI:
Nello sport, un allenatore che chiede ad un proprio atleta come si sente prima di una gara, ascoltando in silenzio avendo in testa la domanda Cosa mi vuol dire realmente?, ottiene l’80% delle informazioni che gli permettono di guidare o aiutare quel suo atleta a trovare ciò che è più utile per lui e di conseguenza per la squadra.
Oppure nei settori giovanili un nuovo mister che incontra per la prima volta un nuovo gruppo di giocatori e si chiede mentre parla con i ragazzi, quale può essere l’ambiente in cui vive Luigi piuttosto che Gianluca e ancora, che bisogni ha (dei bisogni fondamentali ne parleremo in altro articolo) Filippo oppure Roberto etc etc.
Nel mondo del business, immaginate in una riunione in un Comune tra un Imprenditore e un Sindaco e il suo Dirigente, che importanza può avere per l’imprenditore conoscere cosa vogliono ottenere, come pensano, che esperienze hanno avuto prima del loro incontro.
Le informazioni ricevute contenute nelle risposte alle domande permettono di avere più strumenti a disposizione per ottenere un ottimo risultato nella relazione, qualunque essa sia.

A questo punto scatta quasi sempre la domanda, per te Roberto è facile, è il tuo lavoro, hai studiato, ma per noi?
La risposta è semplice ed è sempre la mia prima risposta: FATE PRATICA!
Io ho imparato e sono diventato esperto praticando in ogni dove ed è’ per questo che faccio sempre fare degli esercizi ed anche oggi concludo con le indicazioni utili per una pratica costante. Già da domani in qualsiasi ambito vi troviate ponetevi queste domande mentre ascoltate la persona che avete davanti:
– cosa mi vuol dire veramente?
– cosa c’è dietro le parole che mi sta dicendo?
– qual’è il suo mondo e come lo processa?
– che intenzioni ha?
– che scopo ha?
non sono le uniche ma come inizio può andare bene.

Ecco allora che vi esorto nuovamente.
CALIBRATE GENTE, CALIBRATE

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Al prossimo articolo

Roberto Castagna